Un salto tra i Drusi del Golan

Il Ramadan è giunto al termine, per chiudere questo mese si celebra l’eid ossia un giorno di festa nazionale. Per i musulmani Eid è un giorno in cui si visitano tutti i parenti, le donne in genere rimangono in casa ad accogliere gli ospiti e uomini e bambini vanno nelle case a portare auguri e omaggi. Per chi non è intrappolato nel rito tradizionale e famigliare Eid significa ponte e vacanza.

Per me questo eid è significato Golan, la parte settentrionale e montuosa del Paese al confine con la Siria.  In realtà geograficamente ed etnicamente il Golan è Siria, nella guerra del 1967 gli Israeliani occuparono queste meravigliose vette innevate di inverno e piene di frutta d’estate per non lasciarle più. Le montagne sono abitate da una minoranza etnico religiosa musulmana  i drusi.

I drusi sono nati più di mille anni fa come movimento riformista all’interno dell’Islam, sono quasi un milione il 50% dei quali vive in Siria, il 30-40% in Libano, il 6-7% in Israele, 1-2% in Giordania oltre a piccole comunità in diaspora in Canada e negli Stati Uniti.  Il loro credo è molto mistico ed esoterico, questo è uno dei motivi per cui si sa poco di questa setta. La società è duale, ci sono coloro che si dedicano allo studio della religione e dei loro libri sacri, che vestono in modo tradizionale e hanno una vita dedita e il resto della società. Tra montagne verdi, cascate, corsi d’acqua laghetti artificiali meleti e frutteti siamo capitati in un posto molto tranquillo (chiamato Bambook) con spartani cottage di legno, cavalli e galline ovunque in una atmosfera un pò gipsy e un pò surreale nei dintorni del villaggio di Majd as- Shams. La sorpresa vera è arrivata la sera quando quel luogo ameno si è riempito di giovani dei villaggi drusi circostanti per un party a suon di musica tecno. Ragazzi e ragazze alla moda, con dei lineamenti bellissimi e lunghe ciglia, tatuaggi tagli dei capelli all’ultimo grido, molto disinibiti e sicuri di se a ballare in un party sul lago fino a notte inoltrata bevendo litri di alcool. Tutto quello che non ti aspetteresti da una minoranza musulmana di montagna. Niente veli nè rigide separazioni uomo donna degli spazi pubblici. Sono riuscita anche ad avere una conversazione con un minimo di senso in questo strano party: ” Cosa ti senti?A quale comunità o paese appartieni?”. La risposta è stata diretta senza esitazioni “Sono druso. I Palestinesi sono i nostri vicini, gli israeliani sono la forza occupante e i turisti con cui fare buoni affari”. “Non ti senti siriano?” .”Forse siriano si forse. In passato con i parenti dall’altra parte della vallata in Siria comunicavamo urlando, ora con la tecnologia non c’è più bisogno. Lo sai che la notte si sentono le bombe su Damasco? è vicinissima 50 kilometri peccato ci sia musica troppo alta”. Peccato.

BamBook very basic resort, very good food and view

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